I muscoli obliqui dell’addome si trovano ai lati della parete addominale, estendendosi dalle ultime coste fino al bacino. Si dividono in due strati per lato: obliquo esterno (più superficiale) e obliquo interno (strato profondo sotto l’obliquo esterno). Insieme formano l’addome laterale, il cui sviluppo muscolare viene colloquialmente chiamato “tigrato” per via delle tipiche striature oblique visibili sui fianchi in soggetti molto definiti.
Dal punto di vista biomeccanico, gli obliqui svolgono funzioni fondamentali: permettono la rotazione del tronco (torsione a destra e sinistra) e la flessione laterale del busto. Ad esempio, ruotare il torace verso sinistra attiva l’obliquo esterno destro e l’obliquo interno sinistro, e viceversa. Inoltre, collaborano con gli altri muscoli del core (retto dell’addome, trasverso, lombari, ecc.) per stabilizzare la colonna vertebrale durante i movimenti e mantenere una postura corretta. Contraggendosi, aumentano la pressione addominale contribuendo a proteggere la colonna e partecipano anche all’espirazione forzata (ad esempio durante uno sforzo intenso).
Oltre alla funzione funzionale, gli obliqui ben allenati hanno un impatto estetico: definiscono la forma del punto vita e incorniciano il “six-pack” addominale. Un addome laterale tonico e con bassa massa grassa presenta quelle linee diagonali sui lati dell’addome (il tigrato), molto ambite da chi cerca un fisico definito. In sintesi, gli obliqui sono importanti sia per l’estetica del girovita sia per la stabilità e la salute della zona core.
Riassunto Articolo
Allenamento Specifico degli Obliqui
Allenare gli obliqui richiede esercizi mirati che coinvolgano movimenti di torsione e stabilizzazione laterale. Di seguito presentiamo i principali esercizi per sviluppare gli addominali laterali, con spiegazione tecnica, suggerimenti di esecuzione e comuni errori da evitare.
1. Plank Laterale (Side Plank)
Il plank laterale è un esercizio isometrico che coinvolge intensamente gli obliqui come stabilizzatori. Si esegue sdraiandosi sul fianco e sollevando il corpo da terra sostenendosi sull’avambraccio (o sulla mano, in una variante avanzata) e sul bordo esterno del piede inferiore. Il corpo deve formare una linea retta dalla testa ai piedi, senza incurvare il bacino. Mantenere la posizione per un determinato tempo, respirando normalmente e contraendo volontariamente gli addominali laterali.
Suggerimenti per una corretta esecuzione: mantenere il collo in linea con la colonna, spingere il bacino verso l’alto attivando gli obliqui e i glutei, e tenere le spalle lontane dalle orecchie (scapole addotte) per stabilizzare la spalla di appoggio. È importante distribuire il peso sull’avambraccio in modo uniforme ed evitare rotazioni del busto: il petto deve rimanere rivolto in avanti.
Errori comuni da evitare: non lasciare che il bacino cada verso terra (segno che gli obliqui non stanno reggendo, meglio fare pause più brevi ma in buona forma), evitare di spingersi con i glutei troppo indietro o in avanti (il corpo perderebbe l’allineamento), e non ruotare il collo verso il pavimento. Inoltre, non trattenere il fiato durante l’isometria: respirare aiuta a mantenere la contrazione stabile. Iniziare con sessioni brevi (10–20 secondi per lato) e aumentare gradualmente la durata man mano che si sviluppa forza nei muscoli laterali.
2. Russian Twist (Torsioni Russe)
Il Russian twist è un esercizio dinamico di torsione del busto molto efficace per gli obliqui. Si esegue da seduti sul pavimento: ginocchia piegate, talloni appoggiati a terra (per principianti) o sollevati da terra (per aumentare la difficoltà). Da questa posizione inclinare leggermente il busto all’indietro mantenendo la schiena dritta e l’addome attivo, quindi ruotare il busto da un lato all’altro. Le mani possono essere unite davanti al petto oppure impugnare un carico leggero (come una palla medica o un disco) per incrementare lo sforzo.
Suggerimenti di esecuzione: il movimento deve originare dal tronco. Immagina che il petto ruoti effettivamente a destra e sinistra, portando le spalle a seguire la rotazione. Contraendo gli obliqui, ruota lentamente da un lato, poi dall’altro, mantenendo l’angolo di inclinazione del busto costante. Se i talloni sono sollevati, cerca di mantenere l’equilibrio senza far oscillare troppo le gambe. Il range di movimento può inizialmente essere moderato (torsioni di 45° per lato) e poi aumentare man mano che la flessibilità e la forza migliorano.
Errori da evitare: il più comune è muovere solo le braccia senza coinvolgere realmente il tronco – spesso si vede chi fa torsioni rapidissime spostando la palla medica da una parte all’altra, ma con il busto quasi fermo. Questo vanifica il lavoro sugli obliqui e può stressare inutilmente la zona lombare. Evitare anche di incurvare o arrotondare eccessivamente la schiena: mantenere la colonna in posizione neutra leggermente inclinata indietro. Non trattenere il respiro e non utilizzare slanci: il movimento deve essere controllato e lento, sentendo la contrazione dei muscoli obliqui ad ogni rotazione. Se avverti dolore alla schiena, riduci l’ampiezza o interrompi l’esercizio.
3. Leg Raise Obliquo (Sollevamento Gambe Obliquo)
Il leg raise obliquo è un esercizio che coinvolge gli obliqui tramite la sollevazione delle gambe con traiettoria laterale. Esistono varianti diverse di questo esercizio:
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Variante alla sbarra: appesi a una sbarra per trazioni, si portano le ginocchia (versione facilitata) o le gambe distese (versione avanzata) verso il gomito destro e poi verso il gomito sinistro alternativamente. Questa torsione in sospensione richiede molta forza sia negli obliqui che nei flessori dell’anca e nelle braccia per rimanere appesi.
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Variante alla parallele (Captain’s chair): in appoggio sugli avambracci in apposita stazione, sollevare le ginocchia piegate verso un lato alla volta, cercando di avvicinare le ginocchia al petto sul lato desiderato.
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Variante da terra (side leg raise a terra): sdraiati su un fianco, con il braccio inferiore disteso a terra e mano sotto la testa, sollevare entrambe le gambe unite verso l’alto (in direzione del soffitto) contraendo il fianco inferiore. Questo movimento “a libro” laterale enfatizza l’obliquo che resta a contatto col suolo.
Esecuzione corretta: indipendentemente dalla variante, concentrarsi sulla contrazione laterale. Nelle varianti in sospensione, partire da una posizione di corpo fermo e controllato, quindi sollevare le gambe con un movimento fluido verso il lato, espirando durante la salita. È importante non dondolare: utilizzare gli obliqui per guidare il movimento, non lo slancio. Nella variante da terra, il movimento è meno ampio: basta sollevare le gambe di alcuni centimetri da terra, sentendo il fianco che “si accorcia” sotto di te.
Errori da evitare: nella versione appesi, evitare di oscillare il corpo avanti e indietro (segno che si sta usando troppo slancio e poco controllo muscolare). Non inarcare la zona lombare durante la fase eccentrica (discesa delle gambe): scendere lentamente mantenendo l’addome in tensione per non gravare sulla schiena. Nella versione a terra, un errore comune è aiutarsi con l’oscillazione del busto o delle spalle – cerca invece di isolare il più possibile il lavoro sul fianco. Infine, come sempre, meglio pochi movimenti lenti e controllati che molte ripetizioni eseguite frettolosamente: la qualità batte la quantità quando si tratta di attivare gli obliqui in sicurezza.
4. Cable Woodchopper (Rotazione ai Cavi “Woodchopper”)
Il woodchopper ai cavi riproduce il movimento di “taglio della legna” coinvolgendo gli obliqui in una rotazione contro resistenza. Si esegue attaccando una maniglia ad un cavo alto (per la versione alto-basso, simile ad abbassare un’accetta) oppure ad un cavo basso (versione basso-alto, simile a sguainare una spada verso l’alto). In posizione eretta con i piedi leggermente oltre la larghezza spalle, si afferra la maniglia con entrambe le mani. Da una posizione iniziale con il torso ruotato verso il punto di ancoraggio, si tira la maniglia attraverso il corpo eseguendo una decisa torsione del busto, finendo con le braccia rivolte verso la parte opposta della traiettoria. Questo movimento coinvolge in modo eccellente gli obliqui, sia concentricamente che eccentricamente.
Tecnica ed esecuzione: stabilizzare il core prima di iniziare – leggero piegamento delle ginocchia, addome in tensione. Iniziare il woodchopper ruotando le spalle e il tronco, mantenendo le braccia quasi tese mentre guidano la maniglia da un lato all’altro. Importantissimo è il gioco di anche e piedi: il piede posto dal lato del cavo dovrebbe ruotare sulla punta seguendo la torsione (come nel movimento di un golfista), per permettere un corretto allineamento ed evitare stress alle ginocchia. Portare la maniglia dal punto alto al basso (o viceversa) in modo controllato, espirando durante la fase attiva (la tirata). Una volta completata la rotazione, tornare lentamente alla posizione iniziale inspirando e controllando il ritorno del cavo (questa fase eccentrica allena gli obliqui a frenare la rotazione).
Errori da evitare: non usare solo le braccia – il fulcro deve essere il core. Se si piegano eccessivamente i gomiti trasformando il movimento in una sorta di tirata di braccia, gli obliqui lavoreranno molto meno. Evitare movimenti a scatti: un errore comune è “strappare” il cavo con troppa forza e velocità, rischiando di perdere il controllo (e mettere sotto stress la bassa schiena). Inoltre, non tenere i piedi fissi a terra impedendo la rotazione: ciò torce le ginocchia e limita la rotazione del busto. Ricordare di fare entrambe le direzioni (rotazione destra e sinistra) per allenare uniformemente entrambi i lati. Iniziare con un carico moderato che consenta 10-15 ripetizioni controllate; col tempo si potrà aumentare il peso, ma sempre preservando la tecnica corretta.
5. Torsioni con Bastone o Palla Medica
Le torsioni del busto con bastone (a volte dette anche twist del busto) sono un esercizio classico, spesso utilizzato come riscaldamento o per migliorare la mobilità, ma efficaci anche a fine allenamento per affaticare ulteriormente gli obliqui con alte ripetizioni. Si eseguono in piedi: posizionare un bastone (ad esempio un manico di scopa) dietro il collo appoggiato sulle spalle, afferrandolo con le mani larghe. Da qui, ruotare il busto a destra e sinistra, mantenendo il bacino fermo frontale. In alternativa al bastone, si può usare una palla medica tenuta davanti al petto ed eseguire lo stesso movimento da seduti (simile al Russian twist ma più verticale) o in piedi con piccoli gradi di rotazione.
Suggerimenti di esecuzione: nel caso del bastone, concentrarsi sul ruotare il più possibile solo la parte alta del tronco. Le anche devono restare quasi ferme e i piedi ben piantati a terra. Effettuare movimenti fluidi, respirando in modo naturale (espirare ruotando a destra, inspirare tornando al centro, espirare ruotando a sinistra, e così via). Questo esercizio si presta ad un range di ripetizioni alto – ad esempio 20 torsioni per lato – sentendo un leggero stretching degli obliqui in massima rotazione e la loro contrazione nel tratto intermedio.
Errori comuni: attenzione a non forzare eccessivamente l’ampiezza oltre il proprio limite di mobilità, soprattutto con il bastone: una rotazione esagerata può coinvolgere troppo la colonna lombare. Mantieni le ginocchia morbide e evita movimenti bruschi (slanci). Con la palla medica, non utilizzare un peso troppo elevato da compromettere la forma: meglio un movimento ampio con palla leggera che uno limitato con palla pesante ma mal eseguito. In piedi, evita di oscillare tutto il corpo – isolare il movimento nel busto. Questo esercizio, se eseguito correttamente, aiuta a rifinire gli obliqui, ma non dovrebbe mai sostituire movimenti più completi come quelli descritti sopra, bensì integrarli.
Schede di Allenamento Settimanale per gli Obliqui
Vediamo ora come inserire questi esercizi in una programmazione settimanale, proponendo schede di allenamento suddivise per livello: principiante, intermedio e avanzato. È importante ricordare che gli addominali, compresi gli obliqui, recuperano abbastanza velocemente, ma qualità e regolarità contano più della quantità quotidiana. Si consiglia di dedicare 2-3 giorni a settimana al lavoro mirato sul core, inserendo gli esercizi per gli obliqui al termine della normale sessione di allenamento (oppure in sessioni specifiche per il core). Di seguito alcune linee guida:
Principianti
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Frequenza: 2 sessioni a settimana dedicate al core. Lascia almeno 48 ore di recupero tra le sessioni per permettere ai muscoli di adattarsi.
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Esercizi consigliati per sessione: plank laterale, torsioni semplici e esercizi base a corpo libero.
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Schema Esempio (2 giorni):
Giorno 1: Plank laterale – 3 serie da 20 secondi per lato; Torsioni con bastone – 2 serie da 15 ripetizioni per lato; Crunch obliquo a terra (portando il gomito verso il ginocchio opposto) – 2×12 per lato.
Giorno 2: Russian twist (senza peso) – 3 serie da 10 torsioni per lato; Side leg raise a terra – 3 serie da 10 ripetizioni; Plank laterale dinamico (sollevando e abbassando leggermente il bacino) – 2×8 movimenti lenti per lato.
(Nota: Il principiante dovrebbe focalizzarsi soprattutto sulla tecnica corretta. Meglio mantenere poche ripetizioni o secondi, ma con forma impeccabile, aumentando gradualmente di settimana in settimana.)
Intermedio
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Frequenza: 2–3 sessioni a settimana. Si può aggiungere un terzo giorno focalizzato sugli obliqui, oppure integrare qualche esercizio di core anche a fine di altri allenamenti (es: 10 minuti di core al termine di 3 sedute settimanali).
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Esercizi consigliati: introdurre resistenze e varianti più impegnative. Ad esempio, utilizzare la palla medica per i Russian twist, eseguire i woodchopper ai cavi, e aumentare il tempo di tenuta del plank laterale.
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Schema Esempio (3 giorni):
Giorno 1: Plank laterale – 4×30 secondi per lato; Russian twist con palla da 5 kg – 3×12 torsioni per lato; Leg raise obliqui alla sbarra (ginocchia al petto ruotate) – 3×8 per lato.
Giorno 2: (Dopo un paio di giorni) Side plank con sollevamento gamba superiore – 3×10 per lato; Woodchopper al cavo alto-basso – 3×15 per lato con carico medio; Crunch bicicletta (toccare gomito-ginocchio opposto alternato) – 3×20 alternati.
Giorno 3: Plank laterale con contrazione pulsata (piccoli movimenti su e giù) – 2×15 per lato; Torsioni con palla medica da seduti – 2×20 per lato; Stretching finale del busto (torsioni leggere per defaticare).
(Nota: L’atleta intermedio dovrebbe puntare a progressioni: ad esempio aumentare di 5 secondi i tempi di plank ogni settimana, o aggiungere qualche kg al woodchopper man mano che gli obliqui si rinforzano. Importante continuare a curare la tecnica, perché con l’aumento dell’intensità cresce anche il rischio di compensi scorretti.)
Avanzato
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Frequenza: 3 sessioni a settimana (talvolta 4, alternando focus diverso). Un avanzato può anche inserire quotidianamente un breve richiamo di core, purché con volume ridotto e senza arrivare a cedimento assoluto, per mantenere l’attivazione.
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Esercizi consigliati: combinare esercizi a corpo libero avanzati e sovraccarichi consistenti. Ad esempio, plank laterale con peso sul fianco, torsioni con bilanciere, hanging leg raises completi, woodchopper con cavi pesanti o elastici tirati alla massima resistenza. Varianti pliometriche (es. lancio della palla medica a parete in rotazione) possono essere introdotte con cautela per potenziare gli obliqui in modo esplosivo.
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Schema Esempio (3 giorni):
Giorno 1: Hanging oblique leg raises (gambe distese alla sbarra) – 4×10 per lato; Woodchopper basso-alto pesante – 4×10 per lato; Plank laterale con disco da 10 kg sul fianco – 3×30 secondi per lato.
Giorno 2: Russian twist con sovraccarico (es. disco 10kg) – 4×15 per lato; Side plank in appoggio mano (variante instabile) – 3×40 secondi; Farmers walk obliquo: camminata tenendo un manubrio pesante da un lato solo – 3×30 metri per lato (ottimo per core e obliqui antigravitari).
Giorno 3: Circuito core (senza pausa tra esercizi, 2 minuti di recupero a fine circuito, da ripetere 2 volte): 20 torsioni con bastone in piedi + 15 crunch obliqui alla macchina + 30 secondi side plank (per lato) + 10 leg raises obliqui alla sbarra.
(Nota: L’avanzato deve porre attenzione a non sovraccaricare la zona lombare: con carichi alti e movimenti esplosivi, il rischio di infortunio aumenta se la tecnica cede. Meglio inserire gli esercizi obliqui pesanti dopo aver scaldato bene il core con movimenti a corpo libero. La varietà degli stimoli è fondamentale per continuare a vedere progressi in definizione e forza.)
Aspetti Alimentari e Definizione degli Obliqui
Per quanto ci si alleni duramente, la visibilità del “tigrato” dipende in gran parte dalla percentuale di massa grassa corporea. Gli addominali (inclusi gli obliqui) sono muscoli come gli altri, ma sono piccoli e piatti, e tendono a restare nascosti sotto lo strato di adipe addominale se questo è eccessivo. Dunque, per far uscire realmente il tigrato, è fondamentale curare anche l’alimentazione e la composizione corporea.
Ecco alcuni punti chiave sugli aspetti nutrizionali:
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Bilancio calorico e dieta ipocalorica: per ridurre il grasso addominale bisogna trovarsi in un regime di deficit calorico (assumere meno calorie di quelle che si bruciano), in modo da intaccare gradualmente le riserve adipose. Ciò va fatto in maniera equilibrata, attraverso una dieta ipocalorica bilanciata. Non esistono cibi “magici” che bruciano il grasso localizzato sui fianchi – la perdita di grasso è sistemica, e solo con la costanza nel bilancio calorico negativo il livello di definizione degli obliqui aumenterà.
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Macronutrienti adeguati: assicurarsi un buon apporto proteico aiuta a preservare la massa muscolare magra durante il dimagrimento, compresi i muscoli addominali. Inoltre, proteine e fibre aumentano la sazietà aiutando a seguire la dieta ipocalorica. I grassi “buoni” e i carboidrati complessi vanno modulati senza eliminarli del tutto, mantenendo un’alimentazione varia e completa che fornisca energia per allenarsi.
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Idratazione e ritenzione idrica: bere acqua a sufficienza favorisce il metabolismo e riduce la ritenzione idrica sottocutanea, che può offuscare la definizione muscolare. Ridurre alimenti molto salati e processati aiuta a evitare gonfiori nella zona addominale.
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Tempistiche e stile di vita: abbinare all’alimentazione anche uno stile di vita sano in generale (sonno regolare, basso stress, niente eccessi di alcol) contribuisce ad equilibrare gli ormoni che influenzano l’accumulo di grasso addominale. Ad esempio, stress e poca dormita elevano il cortisolo, ormone legato all’aumento del grasso viscerale e alla difficoltà di definire l’addome.
In sintesi, allenamento e alimentazione vanno a braccetto: gli esercizi renderanno i muscoli obliqui più forti e ipertrofici, ma per ammirare il lavoro svolto bisogna ridurre il tessuto adiposo sovrastante. È consigliabile impostare una dieta moderatamente ipocalorica (ad esempio un deficit di 300-500 kcal al giorno) e avere pazienza: la zona addominale è spesso l’ultima a definirsi, soprattutto negli uomini (che tendono ad accumulare più adipe viscerale) e nelle donne (per ragioni ormonali). Consultare un nutrizionista è la scelta ideale per personalizzare il piano alimentare in base alle proprie esigenze, così da ottenere risultati in salute e senza carenze.
TIPS
Sviluppare un addome laterale definito e forte è un obiettivo raggiungibile con impegno costante, ma è importante avere aspettative realistiche e un approccio equilibrato:
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Individualità e genetica: ogni corpo è diverso. La predisposizione genetica influisce sia sulla forma dei muscoli addominali (c’è chi ha naturalmente un aspetto più “a V” e chi no) sia sulla distribuzione del grasso corporeo. Alcune persone vedranno il tigrato emergere più facilmente, altre dovranno ridurre maggiormente la percentuale di grasso per notarlo. Non scoraggiarsi se i risultati richiedono tempo: confrontati solo con te stesso e con i tuoi progressi nel tempo.
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Equilibrio tra allenamento e recupero: allenare gli obliqui è importante, ma ricordiamo che fanno parte del core che lavora in sinergia – dunque sì agli esercizi mirati, ma senza trascurare gli altri muscoli addominali e lombari, per evitare squilibri. Inoltre, concedi ai muscoli il giusto recupero: allenare ossessivamente gli addominali tutti i giorni a volte è controproducente. Muscoli riposati crescono e si definiscono meglio.
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Qualità della forma: è preferibile fare meno ripetizioni ma con tecnica corretta, piuttosto che esagerare rischiando di farsi male. Gli obliqui, in particolare, se sovraccaricati con movimenti scorretti possono causare fastidi alla schiena. Ascolta sempre i segnali del tuo corpo e prediligi l’esecuzione controllata alla velocità.
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Consulenza professionale: i consigli forniti in questa guida sono generali e pensati per un pubblico ampio (principianti, intermedi, avanzati). Tuttavia, nulla può sostituire il parere personalizzato di un professionista. Se possibile, affidati a un personal trainer per farti seguire nell’esecuzione degli esercizi (soprattutto se sei alle prime armi) e a un nutrizionista per il piano alimentare. In caso di problemi pregressi alla schiena o infortuni, consulta anche un fisioterapista o medico dello sport prima di intraprendere un nuovo programma di allenamento per il core.
In conclusione, far uscire il tigrato richiede un connubio di allenamento specifico intelligente, costanza e attenzione allo stile di vita. Con pazienza e dedizione, gli obliqui diventeranno più forti e – abbinando una buona definizione corporea – regaleranno quella linea addominale laterale tanto ricercata. Ricorda che il percorso fa parte del risultato: migliora progressivamente la tua forza e postura, e l’estetica seguirà di pari passo. Buon allenamento!